Sirmione

Da fotografo, la prima cosa che noto è la luce riflessa. L’acqua del lago non è mai uno sfondo neutro: è uno specchio mobile che rimbalza bagliori sulle mura, sulle pietre, sui volti. Qui non si scatta solo “verso” qualcosa, ma dentro un sistema di riflessi.

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Punta San Vigilio

Ci sono luoghi che sembrano nati per essere fotografati, e Punta San Vigilio è uno di quelli. Non è solo un punto panoramico sul Lago di Garda: è un piccolo mondo sospeso, dove luce, acqua e architettura convivono con una naturale armonia che stimola lo sguardo di qualsiasi fotografo.

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Torbiere del Sebino

Ci sono luoghi che non cercano di stupire con effetti speciali, ma con una bellezza più sottile, quasi meditativa. Le Torbiere del Sebino, a due passi dal Lago d’Iseo, sono uno di quei posti dove la fotografia diventa osservazione lenta, ascolto, pazienza. Non è una destinazione “gridata”: è un luogo che si lascia scoprire piano, soprattutto attraverso l’obiettivo.

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Verona

Ci sono città che si fotografano velocemente e altre che, prima di tirare fuori la macchina fotografica, chiedono silenzio. Verona per me appartiene decisamente alla seconda categoria. Non è solo una bella città: è una città che vive di dettagli, atmosfere e luce, e questo la rende particolarmente affascinante per chi ama la fotografia.

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Venezia

Fotografare Venezia significa confrontarsi con l’acqua e con la luce che si riflette ovunque. Qui tutto cambia di continuo: un riflesso, una marea più alta, una nuvola che copre il sole. La città non è mai identica a sé stessa.

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